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miroslaw balka

schmerzstillend

june 1 – july 31, 2007

via a. stradella 7

La seconda personale italiana di Miroslaw Balka, realizzata appositamente per gli spazi della Galleria, trae ispirazione dalle suggestioni poetiche di Paul Celan e in particolare dalla poesia “Nature Morte”. L’esistenza travagliata del poeta ucraino, vissuta all’ombra degli avvenimenti bellici della Romania sotto l’invasione sovietica, calamita l’attenzione di Balka. Come le sue poesie anche queste nuove opere dell’artista polacco spiccano per una intensa qualità evocativa, una difficoltà di interpretazione e una suggestione straordinaria.

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La seconda personale italiana di Miroslaw Balka, realizzata appositamente per gli spazi della Galleria, trae ispirazione dalle suggestioni poetiche di Paul Celan e in particolare dalla poesia “Nature Morte”. L’esistenza travagliata del poeta ucraino, vissuta all’ombra degli avvenimenti bellici della Romania sotto l’invasione sovietica, calamita l’attenzione di Balka. Come le sue poesie anche queste nuove opere dell’artista polacco spiccano per una intensa qualità evocativa, una difficoltà di interpretazione e una suggestione straordinaria.

Bougies avec les bougies, scintillances avec les scintillantes, luers avec lueurs. Et ici en dessous, ceci: un oeil./dépareillé et couls” Così Miroslaw Balka accende i nostri occhi e i cuori con nuovi bagliori, con  lumi in ferro, con “buchi” luminosi della memoria. Paradossalmente l’artista demiurgo calma e addolcisce (schmerzstillend) i dolori del mondo con i suoi materiali austeri e poveri. Il legno e il metallo delle sculture solo apparentemente contrastano con la leggerezza delle proiezioni video, le opere fisse si alternano alle installazioni da vivere e sulle quali camminare, che producono suoni sordi e duri e si contrappongono al ritmo delle ninnananne popolari polacche.

Negli ultimi anni l’immagine in movimento e il suono assumono per Balka sempre più importanza e giocano un ruolo cruciale sprigionando effetti di flussi magnetici. L’artista utilizza il video, anche personale taccuino di appunti, incorporandolo nei lavori come una naturale estensione degli oggetti tridimensionali

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